Draško Cvijanović, persona elettroipersensibile (testimonianza)
SOMMARIO
La parola radiazione nel linguaggio quotidiano si riferisce principalmente a qualcosa come la radioattività o, ad esempio, alla radiazione solare, dove il trasferimento di energia in eccesso crea danni evidenti. Quando si parla di (presunta?) ipersensibilità a valori molto bassi del campo elettromagnetico, molto probabilmente un danno così immediato non si verifica affatto.
Storicamente esiste una ragionevole resistenza a rifiutare questo modello di radiazione in relazione all'elettrosensibilità perché attualmente non esiste altro modello applicabile, ma è metodologicamente necessario distinguere la descrizione dalla verifica o spiegazione del fenomeno.
È stato chiaramente dimostrato che livelli di campo molto bassi ("radiazione") hanno un certo significato biologico (magnetroecezione), sebbene lo scopo biologico sia in gran parte sconosciuto. Tuttavia, sotto l'influenza del modello delle "radiazioni", persiste il ragionamento "se non è aggressivo, allora è tutto nella tua testa", che è più o meno l'atteggiamento dominante oggi, anche tra i ricercatori ben intenzionati che non sono elettrosensibili.
IL TERMINE "RADIAZIONE" COME FONTE COMUNE DI CONCETTI ERRATI RIGUARDO AL FENOMENO "ELETTROIPERSENSIBILITÀ"
Drasko Cvijanovic, persone elettricamente ipersensibili
ASTRATTO
Il termine "radiazione" in generale si riferisce principalmente a qualcosa come ionizzanti o, ad esempio, impatti UV, in cui un'eccessiva trasmissione di energia provoca danni osservabili. Quando si parla di (presunta?) ipersensibilità a livelli estremamente bassi di campi elettromagnetici, probabilmente tale danno "automatizzato" non si verifica affatto.
C'è una ragionevole riluttanza (storicamente indotta) ad abbandonare la plausibilità del modello di radiazione per l'EHS a causa della mancanza di qualsiasi altro modello plausibile di influenza, ma è metodologicamente necessario separare l'esigenza di descrivere e sostenere il fenomeno EHS dall'esigenza di spiegarlo.
È stato dimostrato che tali stimoli a impatto estremamente basso sono biologicamente rilevanti (magnetorecezione), sebbene la maggior parte del loro scopo rimanga sconosciuto. Tuttavia, sotto l'influenza (anche implicita) del modello di radiazione, persiste il ragionamento secondo cui "se non è aggressivo, allora è tutto nella tua testa", che è il punto di vista più o meno predominante ora, anche tra i ricercatori di buon senso (che non sono sensibili).
Attualmente, per evitare tali input, da parte dei malati vi è la richiesta di ridefinire la definizione EHS come "disagio legato all'ambiente che è influenzato dal funzionamento di determinati dispositivi elettrici". È un passo piuttosto coraggioso ma necessario per evitare di essere ridicolizzati dagli inviti a indovinare la presenza di radiazioni attraverso i cosiddetti studi di provocazione. Ciò non significa abbandonare gli studi sulla provocazione, ma solo la necessità di riprogettarli senza pregiudizi sul meccanismo.